Astrologia

Benvenuto Giove in Scorpione

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Già nell’Astrologia antica Giove possedeva la caratteristica di donare magnanimità e fecondità ed era legato all’abbondanza e alla fortuna, indicando non tanto l’edonismo e i piaceri esclusivamente materiali della vita, una qualità forse più tipica di Venere, ma soprattutto rettitudine e armonia. Questo mese attendiamo il passaggio di Giove in Scorpione che avverrà il 10 ottobre, un transito lungo che durerà ben 13 mesi fino all’8 novembre del 2018.

Caduta o lavoro sotterraneo?

In primo piano Alcuni astrologi, soprattutto in Italia, ritengono che Giove sia in caduta proprio in questo segno, e quindi che il suo influsso sia in qualche modo stemprato o addirittura negativo in alcuni casi, ma l’Astrologia tradizionale considera invece Giove in caduta in Capricorno. Come interpretiamo questo transito? Distanziandoci un attimo dallo schema delle esaltazioni e delle cadute, possiamo considerare Giove in relazione a uno dei sui antagonisti, anche simbolici, cioè Saturno. Dove Giove è in qualche modo espansione, Saturno è invece restrizione. Un altro degli antagonisti di Giove è Marte: il “pianeta rosso” tiene la spada, mentre Giove lo scettro della sovranità ma soprattutto della magnanimità e della benevolenza. Il Capricorno ha Saturno in domicilio e Marte in esaltazione, mentre lo Scorpione è uno dei due domicili di Marte: in parole povere un nemico è meglio di due. Simbolicamente Giove si trova invece a avere a che fare col suo fratello sotterraneo, Plutone (anch’esso governatore dello Scorpione) e col messaggero della sua volontà, Mercurio. È un Giove che agisce nel profondo della Terra e che non lavora in modo palese, come siamo abituati.

[L’articolo completo segno per segno su Astrella n° 10 – ottobre 2017]

di Davide Marré

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