Benessere

Cambiamenti: quanto sei capace di affrontarli?

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C’è chi si annoia dopo brevi periodi di stabilità, c’è chi invece teme ogni piccolo scossone alla routine. Scopri quale è la tua natura.

Todo cambia” cantava l’argentina Mercedes Sosa
durante i suoi concerti: “Cambia ciò che è superf iciale, cambia anche ciò che è profondo, cambia il modo di pensare, cambia tutto in questo mondo”. Si tratta di una canzone molto bella e pare che interpretarla la emozionasse molto, perché era un testo contro la guerra e le dittature scritto dal cantante cileno Julio Numhauser nel 1982. In realtà il testo sembra raccontare il cambiamento in senso più ampio. Non è necessario scomodare le filosofie orientali o le grandi menti del passato, il filosofo greco Eraclito in testa (“Nulla è permanente, eccetto il cambiamento”). La natura stessa ce lo insegna: il bruco che diventa farfalla, gli alberi con le loro foglie, i fiori, gli animali che mutano pelle, scopo o direzione a seconda delle stagioni.

Il nostro stesso corpo in modo appena percettibile all’esterno è sottoposto a continui cambiamenti. Dentro di noi milioni di cellule nascono e muoiono di continuo, cambiando nella forma e nella sostanza. Piccoli, invisibili mutamenti in ciascuno di noi diventano evidenti col passare del tempo. Insomma, il cambiamento è un fatto naturale. Forse è per questo che la nostra cultura, sempre più separata dalla natura, accetta la crescita, lo sviluppo, il progresso. Ma non il cambiamento inteso anche come regressione, morte necessaria alla rinascita.
Ci viene imposto di mantenerci giovani, sani, forti anche in età avanzata, pensare positivo e minimizzare la tristezza, la rabbia. Insomma, tutto ciò che potrebbe renderci meno produttivi ed efficienti.

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di Antonella Aloi

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