Mistero

Energia delle tombe

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In Sardegna l’emanazione di energia dei giganti dei Monti Prama

Negli anni Settanta dello scorso secolo un archeologo sardo, Giovanni Lilliu, fece una scoperta che ancora oggi mette i brividi. Nello stagno di Cabras vide emergere, a seguito di suoi personali scavi, delle statue antiche di grande imponenza. Non appena si accinse ad ispezionarle da vicino, improvvisamente, nel cielo si scatenò una tempesta, quasi che le divinità nuragiche volessero lanciare arcani avvertimenti. Questo ritrovamento, ora noto come quello dei “Giganti dei Monti Prama” derivava da una casualità: un contadino nel 1974 che arava un campo in provincia di Oristano si imbatté in una grossa testa di pietra. Immediatamente informate le autorità, gli scavi portarono alla luce in più riprese oltre cinquemila frammenti, tra cui numerose teste e torsi di statue. Quello che impressionò maggiormente gli archeologi furono le dimensioni di questi manufatti: le più piccole erano alte circa due metri, mentre le più alte due metri e mezzo. Inoltre, esse erano situate nel bel mezzo di un’antica necropoli di epoca nuragica il cui numero di tombe effettive pareva sterminato. Ancora oggi peraltro il loro numero non è ancora stabilito con esattezza, perché gli scavi continuano e nuovi sepolcri continuano a essere scoperti.
Le figure rappresentate da queste statue sono tutt’oggi un mistero: contrariamente ad altre espressioni di arte nuragica paiono espressione di una singola mano di scultore o architetto, quasi che al tempo gli fosse stato commissionato l’intero lavoro. Non è poi assolutamente chiaro il loro scopo, né tantomeno il loro significato.

[L’articolo completo su Astrella n° 4 – Aprile 2017]

di Massimiliano Vono

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