Chi, Cosa, Dove

Intervista a Claudio Cannistrà

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Claudio Cannistrà (canniclau@libero.it) ci racconta la sua esperienza di astrologo con consigli preziosi per tutti gli appassionati.

di Davide Marrè

E’ da molti anni che scrivi di astrologia, come hai iniziato?

Da oltre trent’anni. Ho iniziato negli anni ’80 in maniera del tutto inaspettata. Partendo da una formazione scientifica e con tanto pregiudizio, mi sono avvicinato alla nostra disciplina per caso e si è spalancato un mondo ricco e affascinante. Sono passato attraverso varie esperienze che includono la direzione di riviste, la segreteria di associazioni e varie collaborazioni all’estero.

 

Che cosa ti appassiona di più dell’Astrologia?

La capacità di dare un’interpretazione obiettiva e senza preconcetti degli eventi mondiali e delle simbologie profonde che si nascondono nell’animo umano. E’ interessante coglierla nei suoi collegamenti con le altre discipline: storia, filosofia, medicina antica, psicologia, meteorologia.  La geografia in particolare stabilisce dei legami stretti con i piani astrologici; non a caso, mi sono specializzato in Astrocartografia per approfondire le relazioni esistenti tra i luoghi e i destini umani.

CANNISTRA_ESEMPIO_MAPPA_ASTROCARTOGRAFICA-2

Esempio di mappa astrocartografica

 

Come si leggono le stelle? Puoi descriverci qualche trucco del mestiere di astrologo?

L’Astrologia è un’arte, non una scienza esatta. Richiede capacità di sintesi, intuizione e soprattutto cuore.

Non esistono trucchi, ma la presenza dell’altro ed il suo ascolto sono fondamentali per generare quell’empatia che sta alla base dei rapporti umani, compresi quelli professionali.

 

Ci sono degli aspetti dell’Astrologia (Luna, Ascendente, segno solare…) da cui non si può prescindere?

Sicuramente le posizioni di Luna, Sole, Ascendente, a cui aggiungerei lo studio della dominante planetaria, sono il tracciato iniziale per l’interpretazione della carta. In realtà, tutti gli elementi hanno dignità nel tema, perché tutti suggeriscono informazioni e, dalla sintesi di queste, è possibile raggiungere il “cuore” del messaggio che ci suggerisce ogni singolo oroscopo.
Quali sono secondo te i limiti dell’Astrologia nel mondo di oggi?

Innanzitutto la sua mancanza di riconoscimento pubblico. Per il fatto che la nostra disciplina non è più materia di studio universitaria, la preparazione degli astrologi è a volte limitata e settoriale: manca un percorso di studi comune e istituzionalizzato, come avveniva nell’antichità, e un background globale. L’altro grande limite è la perdita della capacità di fare previsioni puntuali; il pronostico nel passato era considerato la base e la routine del lavoro.

 

Che cosa ne pensi delle riviste di astrologia nell’era di internet?

E’ indubbia la crisi della carta stampata, però un buon libro o un periodico permettono di fissare gli argomenti. Internet per la sua stessa rapidità è talvolta sfuggente e impedisce la riflessione.

 

Perché l’Astrologia attira ancora oggi così tante persone?

Tolta l’Astrologia previsionale alla quale si è spinti dalla curiosità momentanea o dai bisogni dettati dalla vita, il consulto astrologico è oggi parallelo allo studio delle predisposizioni e potenzialità psicofisiche, ai percorsi alternativi di conoscenza e agli studi umanistici sul sé. Rappresenta una valida alternativa ad ogni ricerca introspettiva. L’Astrologia mette in luce le motivazioni più profonde di eventi e situazioni che ci coinvolgono tutti i giorni. Alla sua base c’è la spinta umana a conoscere se stessi in profondità che a volte altre discipline non riescono a soddisfare: uno squarcio sul mistero dietro l’uomo, che i simboli astrologici, che ognuno di noi ha al suo interno, possono permetterci di captare.

 

Andare dall’astrologo… quando?

Tutte le volte in cui si avverte la necessità di chiarimenti che riguardano noi stessi, le situazioni dell’ambiente esterno ed i nostri rapporti con gli altri. Spesso ci sono problematiche quotidiane che frenano le azioni e limitano le scelte; non le avvertiamo come gravi problemi esistenziali, ma sono lì e affrontarle con la conoscenza astrologica sia previsionale che descrittiva del carattere può essere di grande aiuto.

 

Ci sono degli astrologi del passato e del presente che ti hanno ispirato?

Dal passato sicuramente due nomi hanno influenzato la mia formazione. Il primo è Claudio Tolomeo (o più correttamente Tolemeo), colui che ha sistematizzato le regole della nostra disciplina, sia dal punto di vista predittivo che per l’interpretazione individuale, fornendo un metodo di studio valido ancora oggi. L’altro nome è quello dell’inglese William Lilly, il  divulgatore dell’astrologia oraria, l’astrologia del momento e delle domande. Lilly raggiunse la notorietà per le sue previsioni azzeccate. Due tra tutte: la grande peste e l’incendio di Londra. Al presente, va sicuramente nominato il francese André Barbault, grande astrologo tuttora vivente, per il contributo che ha fornito sia dal punto di vista psicologico che previsionale alla nostra disciplina.

 

Una lettura astrologica che consiglieresti ai nostri lettori?

Senza dubbio “Cosmo e Psiche” del filosofo Richard Tarnas, un volume completo che tratta di come gli eventi storici dipendano dai cicli planetari. Da leggersi possibilmente in versione inglese per apprezzarne lo stile e per non perdere la profondità del pensiero di questo ricercatore veramente speciale. Come seconda scelta, “Planetario” di Alfredo Cattabiani, dove si mescolano astronomia, mitologia e simbologia. Lo ritengo molto adatto a chi desidera iniziare a studiare seriamente la nostra disciplina.

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