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Intervista a Susanna Schimperna

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Un’intervista a Susanna Schimperna in esclusiva per il blog di Astrella, da leggere tutta d’un fiato!

di Davide Marrè

 

susanna schimperna - linea notte

Susanna Schimperna da molti anni scrive per Astrella, ma anche per Sirio, una delle più vecchie e prestigiose riviste di astrologia e per Astromese, dedicata a un pubblico di neofiti delle stelle. E’ un’astrologa professionista che ha saputo interpretare in modo originale l’astrologia e soprattutto con uno stile unico.

 

Partiamo con una domanda facile… Chi è Susanna Schimperna?

Non lo so affatto. Mi conosco molto poco.

 

Quando è iniziata la tua passione per l’astrologia?

Nella libreria sotto casa mia c’era un libro di astrologia di Sementovksij in vetrina, l’ho comprato e mi sono molto divertita a leggerlo, ma soprattutto a fare i calcoli. Avevo quindici anni e mezzo. Fino a quel momento avevo solo letto qualche libro di previsioni di Lucia Alberti, non tanto per le previsioni quanto per le descrizioni delle caratteristiche dei segni zodiacali.

 

Ormai l’astrologia è il tuo campo da tanti anni, c’è ancora qualcosa che ti sorprende?

Tutto. Non è possibile neppure vagamente dare conto del perché l’astrologia funzioni, del perché abbia un senso. Ho pensato e scritto molte cose in proposito, ma si tratta di suggestioni, intuizioni, domande. Aperture, più che risposte.

 

Che differenza c’è tra l’astrologia e altri sistemi divinatori?

Credo che gli altri sistemi divinatori siano niente altro che metodi per indurre uno stato di coscienza particolare nel quale diventi possibile entrare in risonanza con una dimensione in cui il tempo così come lo conosciamo non esiste, e dunque – in tale stato di coscienza e grazie ad esso – avere “flash” che riguardino il futuro (ma anche il passato, o eventi e cose che il richiedente non conosca: quindi parliamo sia di preveggenza sia di chiaroveggenza). L’astrologia è invece un apparato complesso, da studiare a fondo ed applicare, che potrebbe non richiedere o addirittura escludere un diverso stato di coscienza quando si arrivi alla fase applicativa/interpretativa. Siamo nel campo delle ipotesi, ma diciamo che mi piace pensarla così.

 

Perché una persona dovrebbe consultare le stelle?

Curiosità o bisogno di aiuto. Due delle grandi motivazioni che spingono alla ricerca della conoscenza, di qualunque conoscenza.

 

Che cosa ne pensi di una rivista di astrologia, che cosa può dire alle persone nel 2014?

Può agire da stimolo, divertimento, rassicurazione. Così come può generare dubbi. E può essere utile proprio per tutte queste ragioni.

 

Ci può essere un rapporto tra astrologia e scienza?

Certamente sì. Tutto ha un rapporto con tutto. Siamo noi che tendiamo a non vedere analogie e incastri, rifrazioni e assonanze. Per stupidità, per chiusura mentale. E anche per mancanza di coraggio.

 

Come si evolverà il mondo dell’astrologia? Pensi che prima o poi l’astrologia andrà in pensione?

Spero, più che pensare, che l’astrologia venga rifondata. Si va avanti con modelli vecchi e senza più tenere conto della realtà astronomica. Gli antichi interpretavano i moti planetari in base alle cognizioni che avevano, noi continuiamo a interpretare i temi natali secondo quelle cognizioni lì, come non ci fossero state altre scoperte. Molti si crogiolano con l’idea che tanto stiamo parlando di “segni” e non di “costellazioni”, invocano Jung, adottano – e con estremo arbitrio e superficialità – schemi mutuati dalla psicologia del profondo di Jung o dalla metapsicologia di Freud. E’ come se si disinteressassero al vero rapporto tra microcosmo e macrocosmo, in una riduzione arida a monodimensionale che tiene conto soltanto della psiche. Non è questa l’astrologia che mi interessa.

 

Una domanda che a un’astrologa non si dovrebbe mai fare… Progetti per il futuro? Dove ti vedremo prossimamente?

Ho dei limiti enormi, come persona prima ancora che come astrologa: non penso mai al futuro, non faccio progetti. Sono troppo umorale e lunatica per consentirmi programmi che siano appena più che minimi, e troppo viziata e pigra per cercare di modificarmi. L’unica cosa certa è che ho scritto un libro che uscirà tra due settimane, Cattivi Pensieri (un saggio, la cosa più bella che io abbia mai scritto), e ne devo scrivere un altro che uscirà l’anno prossimo, in aprile. Niente di astrologico. Ancora non mi sento pronta a rifondare l’astrologia: per farlo, vorrei mettere in piedi un vero, solido, competente e motivatissimo gruppo di lavoro, che comprenda astrologi e astronomi, ma davvero i migliori. Chissà.

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