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I Mantra

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I Mantra

Le vibrazioni divine

di Oriana

 

Indiscutibilmente uno degli argomenti più cool da sfoggiare per apparire sofisticati,  spesso tirati in ballo (a sproposito) come sinonimo di personal coaching,  i Mantra restano in realtà un mistero per molti di coloro che ne parlano (e affermano di praticarli). Cosa sono? Un fenomeno di costume o un potente archetipo della forza del divino che risiede in noi? Prima di rispondere a questa domanda sarà meglio chiarire una questione fondamentale:  i Mantra sono suoni primordiali (che corrispondono a determinati livelli energetici),  e non sono assolutamente formule magiche ad uso e consumo di chi cerca un miracolo. Quindi se c’è qualcuno tra voi che si appresta a leggere questo articolo sperando di trovarvi la risposta moderna al celebre “abra cadabra” farebbe meglio a dedicarsi ad altro tipo di lettura (o a cercare Mago Merlino sull’elenco del telefono) perché i Mantra sono, sì, molto potenti, ma anche una pratica estremamente seria, e in quanto tale vanno trattati con grande rispetto. Dunque per quelli di voi che sono rimasti: coraggio, cominciamo questo viaggio alla scoperta dei suoni che hanno il potere di cambiare la nostra vita.

 

Di cosa stiamo parlando?

Il Mantra è una formula, una frase, una combinazione di sillabe (sacre, o per lo meno facenti riferimento ad un principio esistenziale) che recitate insieme in modo ripetitivo generano una potente forma di energia mentale capace di attirare a noi le vibrazioni spirituali legate alla virtù morale cui stiamo facendo riferimento. Il termine deriva da una parola sanscrita composta da ‘manas’, che significa mente, e dal suffisso ‘tra’ (o trayati, a seconda delle interpretazioni) che vuol dire liberare. Quindi un Mantra è prima di tutto un mezzo per liberare la mente e proteggerla dalle influenze (tossiche) del pensiero negativo. Ma, come detto, c’è dell’altro. I Mantra sono anche un potente canale di trasmissione tra noi (immersi e spesso soffocati dalla nostra materialità) e quelle qualità spirituali che risiedono tanto nella parte più profonda di noi stessi quanto nell’universo. Stiamo parlando di quella parte di noi, tanto per intenderci, che resta in contatto con le energie creatrici. L’Anima?  Beh, qui il concetto è un po’ diverso e riguarda una convinzione molto antica (e assai diffusa).  Noi, inteso come esseri umani, restiamo sempre in contatto con la forza creatrice che ci ha generato (chiamarla Dio, Luce o Amore non fa alcuna differenza ai fini del nostro ragionamento), ma questo collegamento è talmente disturbato che oramai non ce ne accorgiamo più.  Recitare i Mantra con costanza sarebbe, spiegano i saggi, un modo semplice (ed infallibile) per riacquisire consapevolezza di questo legame ed utilizzarlo nella nostra vita di tutti i giorni per richiamare a noi le energie di amore, compassione ed illuminazione. Facciamo un esempio? Se recitiamo il Mantra OM-NAVAH-SHIVAYA, il Mantra della distruzione, noi invochiamo la forza di volontà per distruggere il nostro egoismo. Insistendo su questo Mantra quindi noi produrremmo una vibrazione sonora capace di agganciarsi al principio (esistenziale) della fratellanza assorbendo così quell’energia (già presente nell’universo). Tutto chiaro? Andiamo avanti: cosa significa recitare un Mantra?

 

Istruzioni per l’uso

Se proviamo a visualizzare l’immagine corrispondente ci verrà certamente in mente quella di un monaco tibetano nel pieno della sua meditazione. Braccia appoggiate sulle ginocchia, occhi chiusi, respiro calmo. La quintessenza della pace interiore. Ma non c’è bisogno di essere asceti per recitare i Mantra. Questo è un punto di fondamentale importanza per capire la portata del nostro ragionamento: queste formule possono essere pronunciate da chiunque in qualunque momento della giornata. Lavando i piatti, andando in macchina, passeggiando o, perché no, sedendosi comodamente sul divano. Non è tanto il modo con cui si recitano a fare la differenza quanto il suono che emettiamo mentre lo facciamo, e l’effetto acustico corretto deve essere un brusio continuo ed armonico. In altre parole, un canto. Su questo punto torneremo in seguito, ora è importante chiarire che i Mantra vanno recitati per intero e soprattutto ripetuti il più possibile in quanto il loro è un potere ‘cumulabile’. Questo è vero per due ragioni fondamentali. Prima di tutto perché più li ripetiamo più le energie generate si radicheranno profondamente nella nostra coscienza attirando a noi la qualità spirituale che stiamo richiamando. In secondo luogo perché l’energia che creiamo recitandoli andrà ad accrescere il potere del Mantra stesso. Ricordate il principio secondo cui l’energia non si crea e non si distrugge? Ecco, il potere delle nostre parole resterà agganciato al Mantra rendendolo energeticamente più forte.  Bene, capito il principio non resta che trovare quello più adatto a noi. Di solito la scelta cade su quello che rispecchia maggiormente la cultura in cui siamo cresciuti.  Se si è cattolici ad esempio si tenderà a prediligere un Mantra ‘cattolico’. Ah, qui vi volevo. Non lo sapevate vero? Anche se spesso si associano i Mantra alla cultura orientale è bene chiarire subito che tutte le grandi religioni hanno le proprie formule sacre (anche se non le chiamano Mantra). Pronunciare una parola che ci ricorda la divinità assume infatti un’importanza fondamentale per
qualsiasi percorso spirituale, e l’atto di cantare è per tutti i credi religiosi la forma più alta di preghiera. Provate a pensare alla liturgia che conosciamo, non è forse intrisa di canti ripetuti in gloria del Signore? Attenzione però, se state pensando alle ‘preghiere’ intese in senso classico siete fuori strada. Qui non stiamo parlando di una richiesta fatta al Divino, ma del potere scaturito dal suono prodotto nell’invocare il suo nome. Questo è un punto che vale la pena approfondire.

 

Il potere del suono

Tutto parte da un principio fisico (e sperimentato): la vibrazione sonora ha un potere immenso. Non è certamente casuale che tutte le grandi religioni riconoscano al suono il principio della vita stessa.  “In principio era il verbo” recita il Vangelo di Giovanni, “E Dio disse” è invece l’incipit della Genesi. Gli Hopi (nativi americani) narrano di una donna ragno che creò il mondo semplicemente cantando. I Maya credevano che il primo uomo avesse ricevuto il dono della vita da una parola. Il dio Thoth nell’antico Egitto poteva creare qualsiasi cosa semplicemente pronunciandone il nome, e che dire infine dei Veda (antichi testi sacri induisti) dai quali è stato tramandato: “In principio era Brahman col quale era la parola”.  Insomma la parola (parlata o cantata) è considerata da tutte le culture uno strumento di creazione,  e questo perché la vibrazione sonora è il principio che permea (e accomuna) tutto l’universo. Provate a riflettere. Si sa che il movimento crea una vibrazione e che la vibrazione a sua volta produce il suono. Ora, tutto nell’universo è in perenne movimento,  ergo emette dei suoni. Ma cosa significa questo? Semplice: che gli atomi che compongono la materia di cui è fatto l’universo muovendosi producono una vibrazione sonora. E non siamo forse anche noi fatti di atomi? Numerose ricerche scientifiche hanno infatti ampiamente dimostrato che il corpo umano, come ogni altro essere vivente sulla terra, emette delle specifiche vibrazioni e si sintonizza su determinate frequenze. Per questo motivo il nostro organismo è molto sensibile alle vibrazioni dei suoni, che possono influenzare il nostro corpo e le nostre emozioni sia negativamente che positivamente.

Questo accade alle piante (la musica ne facilita la crescita, arrivando addirittura ad incrementare del 200% la produzione di uva) così come a noi. Mai sentito parlare della Frequenza Miracolo?

 

I suoni ‘vitali’

Un suono trasmesso sulla frequenza dei 528 HZ, definita appunto la Frequenza Miracolo, avrebbe addirittura il potere di guarirci in quanto sarebbe (niente meno che) la stessa frequenza prodotta dalle eliche del nostro Dna. A dire il vero di frequenze sonore vitali ce ne sono almeno altre cinque (396 HZ – Liberi dal senso di colpa e ansia, 417 HZ – Cambiamento, lasciare andare il passato, 639 HZ – Apertura e connessione nei rapporti umani, 741 HZ – Stimolare il risveglio interiore, 852 HZ – Ritorno all’ordine spirituale) e sono tutte utilizzate nei canti liturgici  (ad esempio nei canti gregoriani) noti per generare un inspiegabile senso di beatitudine. Provare per credere.Ora, se tre indizi fanno una prova proviamo a trarre le nostre conclusioni: la prima è che noi (come tutto il creato) siamo frutto di una vibrazione sonora, la seconda è che il suono ha un effetto benefico (o malevolo) su di noi, e la terza è che i nostri antenati lo sapevano molto bene.

 

Guarigioni (in)spiegabili

Da secoli in India i medici prescrivono specifici Mantra per amplificare l’effetto delle cure. In Africa si usano certe frequenze ritmiche di percussioni per fermare la febbre. La medicina omeopatica potenzia il principio base dei propri preparati con delle frequenze sonore specifiche al fine di sfruttare le vibrazioni adatte ed indurre il corpo a scacciare la malattia. Se tutto questo vi sembra troppo lontano da noi e dalla nostra occidentalissima forma di medicina sappiate che non lo è poi così tanto come sembra. Dopo un lunghissimo periodo di ‘amnesia’,  la scienza moderna sta infatti recuperando le certezze che i saggi ripetevano (e applicavano) secoli fa, tanto che recenti sperimentazioni scientifiche hanno dimostrato che alcune onde sonore sono in grado di accelerare la guarigione delle ferite e addirittura di distruggere le cellule cancerogene. Incredibile vero? Beh, mentre lasciamo ai medici il compito di proseguire nelle loro ricerche, perché non andiamo a dare un’occhiata ai Mantra più famosi?

 

Ad ognuno il suo Mantra

Cominciamo dal principio.  L’OM è il più sacro suono induista e rappresenta la vibrazione originale. L’Assoluto. L’origine stessa dell’universo. La pronuncia corretta è AUM, e le tre lettere che lo compongono corrispondono rispettivamente al corpo grossolano (la A), al corpo sottile (la U) e al corpo causale (la M). Si recita questo Mantra (che poi in realtà è una sillaba molto ricorrente anche in altri Mantra più articolati)  per percorrere il sentiero della liberazione.

OM MANI PADME HUM
è forse il Mantra più conosciuto al mondo. Certamente il più recitato. Invoca la liberazione, la pace e la libertà dalle sofferenze. Nella tradizione buddista si dice che sia così potente che anche un animale sentendolo otterrà una rinascita umana. La traduzione più diffusa è legata alle singole sillabe che lo compongono: l’Om lo abbiamo visto prima. Mani significa ‘gioiello’ e simbolizza il cammino per raggiungere l’illuminazione. Padme significa ‘loto’ e rappresenta la saggezza e la conoscenza. Hum chiude il mantra nella perfezione ed è simbolo
di compassione e saggezza. Questo mantra esprime la pura energia di compassione che esiste in ogni essere. Recitarlo durante la meditazione o durante il giorno risveglia quindi in noi la compassione e contribuisce a creare un mondo migliore e pieno di Amore.

SO HAM
 è un Mantra che non viene recitato, ma si basa sul respiro naturale. La sillaba ‘so’ è associata alla inspirazione, la sillaba ‘ham’ alla  espirazione. E’ un Mantra molto efficace per calmare e liberare la mente, significa “Io sono Lui” e conduce al risveglio della coscienza.

Il Mantra GAYATRI è uno dei più potenti della più antica tradizione vedica ed è un’invocazione all’energia del Sole nel suo aspetto divino. Recitato all’alba o al tramonto è specificatamente usato per donare saggezza.

RA MA DA SA, SA SE SO ONG è un Mantra ‘moderno’ dal significato intuitivo. La traduzione suona come Sole, Luna, Terra, Infinito, Infinito, Totalità dell’infinito, Io sono Te.

NAM MYOHO RENGE KYO è forse il Mantra più carico di significato spirituale per i buddisti. E’ traducibile in “dedico la mia vita alla Legge Mistica del Sutra del Loto” e viene indicato come la via attraverso cui tutti i Buddha avrebbero raggiungono l’illuminazione.

Hare Kṛṣṇa è infine il Mantra che possiede il potere di liberare l’essere condizionato dalle sue tendenze materiali risvegliando in lui l’amore per Dio.

Potremmo andare ancora avanti per molto visto che le formule dei Mantra sono praticamente infinite, ma forse è più giusto concludere con una semplice riflessione: in qualunque modo si scelga di farlo forse vale la pena fermarsi a riflettere sulla vera natura dell’uomo per coglierne la bellezza ed il potenziale. In fondo, come Osho ci ha insegnato: seguire il respiro che entra e che esce ed essere consapevoli di sé
è il Mantra più profondo che sia mai stato inventato.
Mantra nelle altre religioni

Per la tradizione cristiana il nome stesso di Gesù è un mantra potente e i cattolici usano anche Maranatha, che in aramaico significa
“Vieni Signore” e Ave Maria rivolto ovviamente alla Madre divina.

Nella tradizione islamica e specialmente nel sufismo, Allah e Allahu-akbar che significa “Dio è grande”, sono considerati mantra particolarmente potenti e spirituali.
Sempre islamico è il bellissimo mantra Bismillah-ir-rahman-irrahim che significa ”Nel nome di Allah misericordioso e compassionevole”.

Anche la tradizione ebraica ha i suoi mantra e tra questi i più usati e noti sono, Barukh-attah-Adonai “Benedetto sia tu, o Signore”
e Ribono-shel-olam “Signore dell’universo.
Nel misticismo indiano troviamo un’infinità di mantra di tutte le tradizioni. Quello più ripetuto da Gandhi era Rama-Rama-Rama cioè la ripetizione del nome Rama che
significa “Colui che ci colma di durevole gioia”.

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