Crescita Personale

Quanto ti lasci trasportare dal vento dell’estate?

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Dialogo immaginario tra due amiche sul tram: “Dove vai in vacanza?”. “Ah guarda, per me la vacanza vuol dire mare. Stare sdraiata al sole, farmi lunghe nuotate, non pensare a niente”. “Come ti capisco!”. Si inserisce una terza amica: “Ma che state dicendo! La vacanza per eccellenza è in montagna. Natura, fresco, passeggiate”. “Scusate”, si intromette un uomo di mezza età, che fino ad allora aveva sempre tenuto il viso nascosto dietro il giornale, “non ho potuto fare a meno di ascoltare.
Come può essere che nessuno stia parlando di viaggi?
La vacanza equivale a viaggiare, conoscere posti nuovi…”. La prima amica lo interrompe: “Eh no. Va bene viaggiare, ma così quando ci si riposa?”. Il dialogo potrebbe continuare all’infinito e non è escluso che si aggiunga qualcun altro. Sulle vacanze ognuno ha da dire la sua. Perché ognuno ha un modo del tutto personale di immaginare la vacanza ideale.
Il più delle volte questo modo deriva dalla nostra storia, dalle abitudini di una vita, dal carattere, dalle esigenze del momento. Quasi sempre da un mix di tutti questi elementi più altro. C’è anche chi non sa che cosa siano le vacanze, per scelta o per forza. A parte queste eccezioni, in genere aspettiamo le vacanze con impazienza, per poi arrivare a settembre chiedendoci perché è finita così presto, oppure un po’ sollevati: iniziavamo ad annoiarci.
Infine, è sempre più frequente che si senta il bisogno di riposarsi dalla vacanza stessa. Come mai succede questo?

Paura del vuoto?
La parola vacanza è associata alla libertà. Deriva dal latino “vacuum” (spazio vuoto) che come aggettivo diventa “vacans” (libero, non occupato e in senso figurato ozioso). Vivere la vacanza significa vivere a modo nostro le ore vuote. Può essere un’occasione per accostarci alle parti di noi più autentiche e profonde, spesso nascoste da ruoli e doveri quotidiani. E spesso siamo talmente impreparati a farlo da ritrovarci disorientati. Così, ci buttiamo a capofitto in un viaggio che può rivelarsi un’ulteriore fatica: organizzare, visitare un posto dopo l’altro, documentare con foto e video diventano impegni che tolgono tempo e spazio al relax. Oppure ci rifugiamo in un ozio dal quale presto vogliamo fuggire.

[L’articolo completo con lo psicotest su Astrella n° 8 – Agosto 2017]

di Antonella Aloi

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