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Scie chimiche

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Scie chimiche

Non vi è nulla di nascosto che non debba essere rivelato. Né cosa segreta che non venga alla luce

(Matteo, cap. X, v. 26)

Viviamo davvero nel mondo in cui crediamo di vivere o quella che ci viene proposta è solo una realtà preconfezionata apposta per noi? E se così fosse, chi è il burattinaio che controlla le nostre vite? Chi stabilisce cosa dobbiamo sapere (o volere) e quello che invece ci è precluso? Cambiamenti climatici (inspiegabili?!), nuove malattie, nascita e caduta dei governi, crisi economiche (innescate ad orologeria), è un regista invisibile ad avere il potere di determinare (a suo piacimento) tutto questo? E qual è il suo scopo? Avrete già capito, qui oggi si parla di complotti. No! No, aspettate, vi prego. Fermi lì, non girate la pagina, prima almeno lasciatemi spiegare! Comprendo benissimo i vostri timori, quando si parla di complottismo infatti esistono due possibili reazioni: da una parte c’è chi liquida il fenomeno come un fake (che in italiano si dice bufala, ma in inglese suona meglio) e chi invece si dice pronto a giurare che un amico di un suo amico ha visto ET cenare con (il mai morto) Hitler e che avvicinandosi ha sentito i due parlare di un meraviglioso attico con vista Area 51 (comodo per andare al lavoro senza prendere la navicella spaziale), di come sarebbe opportuno creare un ghiacciaio nel bel mezzo del deserto del Sahara e rievocare tra brindisi e risate quella volta in cui hanno fatto credere al mondo di essere realmente sbarcati sulla luna (che creduloni, questi umani).

Insomma quando si parla di complotti le opinioni si spaccano e (soprattutto) le esagerazioni sono dietro l’angolo. Ma, ed ecco il motivo per cui vi chiedo di continuare a leggere e non voltare pagina, io non sono qui per dirvi che Bin Laden non è mai stato ucciso o che gli Stati Uniti stanno lavorando per modificare il clima del pianeta, semplicemente perché questo io non lo so. Non ho elementi sufficienti per stabilirlo. Non ho mai visto il bunker conserva-sementi in Norvegia e non ho mai assistito ad un briefing tra rettiliani (almeno non consapevolmente), quindi non sono certo in grado di dirvi quanto di vero ci sia nei migliaia di siti internet che ne parlano. Intendiamoci, non che non ci abbia provato, ma risalire alle fonti originali risulta (quasi) impossibile anche per chi ci si è messo d’impegno come me. E’ stato a questo punto che mi sono fatta una domanda: perché centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo si interessano ad una (presunta) cospirazione di cui è impossibile verificare la veridicità? Intuiamo davvero (grazie forse ad un sesto senso collettivo) che nella ‘versione ufficiale’ ci sia qualcosa che non torna, oppure cerchiamo semplicemente un colpevole a cui attribuire i nostri fallimenti di specie (ammettiamolo, aver avvelenato la terra, devastato le foreste, inquinato l’aria, appestato gli oceani e dimenticato Dio non è certo un risultato di cui essere fieri)? Nel tentativo di darmi una risposta ho quindi analizzato il più documentato dei complotti, quello delle scie chimiche, cercando di togliermi le lenti del pregiudizio (che è sempre, e comunque, fuorviante) e ho toccato con mano quanto, spesso, per risolvere un mistero basti (semplicemente?!) cambiare il punto di vista.

Vi ho incuriositi? Bene, allora tutti coloro che non hanno voltato pagina vengano con me.

[Leggi l’articolo completo in edicola su Astrella n° 2 – Febbraio 2014]

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