Segno del mese

Gemelli

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Le stelle di noi due

di Susanna Schimperna

Esistono fondamentalmente due tipi di Gemelli. Uno è mondano, allegro, un po’ superficiale, attivo, sempre pronto a divertirsi e a divertire gli altri. Non ha un grande amor proprio ed è difficile che si offenda, ma consapevole di ciò che vuole nella vita, e alla fine, perdendo un po’ di tempo lungo la strada, raggiunge l’obiettivo. L’altro Gemelli è invece serio e poco disponibile al divertimento. Cerebrale e intelligente, si dedica al raggiungimento di uno scopo, anima e corpo, senza mai far comprendere agli altri cosa gli passi per la testa. Chi si accosta a questo tipo zodiacale con l’intenzione di vivergli accanto deve rendersi conto che avrà come partner un eterno (o una eterna) adolescente. Non si aspetti comprensione nei momenti difficili o solidarietà. Non è fedele, ma confesserà subito le sue scappatelle, perché detesta gli strascichi dell’intrigo. Il miglior modo di tenerlo legato è non legarlo per niente: niente rimproveri se tarda, se racconta improbabili storie per mascherare qualche scappatella, se scompare improvvisamente e riappare dopo qualche giorno. Vanno bene le scenate di gelosia ma devono essere recitate, fatte per gioco. Solo allora il Gemelli si divertirà, si sentirà importante. Essere trattato come un ragazzino ribelle gli piace molto e, soprattutto, gli permette di continuare a fare ciò che vuole. Uomo o donna che sia, questo nativo cerca nel partner un amico, un complice, oltre che un amante. Qualcuno che si interessi ai suoi problemi, al suo lavoro, alla sua casa, e gli risolva piccole beghe di tipo pratico che lui non trova mai il tempo di risolvere da sé. Può accadere che il Gemelli racconti i suoi flirt al partner: inutile arrabbiarsi, si tratta per lo più di entusiasmi fanciulleschi. Perché il Gemelli tradisce soprattutto col pensiero, con l’immaginazione. L’importante è catturare la sua confidenza: essere complici di questo “grande infedele” è il modo migliore per impedirgli di commettere “reati di tradimento” troppo gravi.

[L’articolo completo su Astrella n° 6 – Giugno 2015]

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