Divinazione

Bibliomanzia, l’oracolo dei libri

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Ci emozionano, fanno riflettere, raccontano storie e ci fanno ridere, ma i libri possono essere usati anche come strumento divinatorio. Ecco come fare!

di Maura Gancitano

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Cartomanzia Professionale

Da sempre l’essere umano ha cercato dei piccoli segni, delle indicazioni in grado di aiutarlo nelle scelte quotidiane come anche nelle grandi decisioni della vita. Abbiamo ascoltato la voce del vento, interrogato gli astri, le carte, le bacchette di achillea, le monete, siamo rimasti in meditazione, in attesa di un’immagine, di una sensazione, di un’intuizione in grado di illuminarci. Uno degli oracoli più importanti dell’antichità è il libro. L’arte di interrogare i libri per ricevere una risposta sulle nostre questioni personali risale addirittura all’antico Egitto, e ha percorso quasi tutte le fasi dello sviluppo dell’umanità.

Che cosa serve

Praticare la bibliomanzia è molto semplice: sono sufficienti un libro, uno stato d’animo rilassato e un pizzico di fiducia. Il consultante deve formulare una domanda (non necessariamente a voce) e aprire il libro che ha davanti su una pagina a caso, senza sbirciare. Deve poi iniziare a leggere la prima frase che gli salterà all’occhio: quella costituirà il responso. È ovviamente necessario evitare qualunque tentativo – anche inconsapevole – di barare: non utilizzate libri che conoscete a memoria o che hanno segni particolari (pagine piegate o strappate, segnalibri) in grado di suggerirvi cosa state per leggere. La scelta deve essere neutra, cioè non deve ostacolare il processo di divinazione, ma allo stesso tempo può esserci un legame tra voi e il libro prescelto.

[L’articolo completo su Astrella n° 9 – Settembre 2015]

 

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