Astrologia

Il tempo di Wabun

By  | 

Il tempo di Wabun

L’oroscopo pellerossa

di Susanna Schimperna

Pubblicità
Cartomanzia Professionale

Il vero inizio dell’anno astrologico non è il primo gennaio, bensì il momento in cui il Sole entra nel segno dell’Ariete, cioè l’equinozio di primavera, che quest’anno ha luogo il 20 marzo. Comincia così una stagione di rinascita che segna il risveglio della natura dopo il lungo letargo invernale. Esattamente come nella nostra astrologia, derivata dall’India attraverso gli Egizi e poi i Caldei, i nativi americani facevano iniziare il loro anno astrologico proprio in primavera, e chiamavano questo periodo “Il Tempo di Wabun”. Emblema ne era l’aquila dalle piume dorate (che ricorda il Sole), espressione di coraggio, voglia di volare sempre più in alto, intuizione, capacità di andare all’essenza delle cose.
Ma cos’è esattamente l’astrologia pellerossa, e perché può essere importante per noi?

 

Ciascuno ha tre animali totem

La prima cosa che va detta è che molti popoli, in tutto il mondo, hanno sviluppato forme di conoscenza e divinazione che hanno alla base la credenza che esista un collegamento tra gli esseri umani e gli altri elementi terrestri e celesti. «Come in alto così in basso» recitava Il grande Ermete Trismegisto. E questa idea si ritrova, non a caso, in tutte le culture, quasi a significare che dentro di noi esista l’intuizione profonda di non essere soli, di contribuire a comporre un grande Tutto in cui ogni singola parte, non importa se grande o piccola (dal pianeta alla formica), non è autonoma dalle altre. Ecco dunque che nell’astrologia che utilizziamo noi, per esempio, ci riferiamo al moto dei pianeti e alle costellazioni, mentre i Druidi, sacerdoti celtici, avevano rintracciato affinità tra uomini e alberi, e i pellerossa tra uomini e animali. A questo proposito, va notato che le tribù erano tante, il territorio molto esteso, e non tutti gli animali erano presenti ovunque, per cui a seconda della posizione geografica troviamo animali diversi. Per questo motivo abbiamo scelto di occuparci dell’astrologia dei pellerossa delle grandi pianure, tra l’altro la più completa e – forse – la più antica. Animali al posto dei pianeti, dunque: un’astrologia terrestre più che celeste, che si rapporta ai movimenti della Terra, alle stagioni e dunque anche alla posizione della Terra rispetto al Sole. Interessante è una cosa: ciascuno di noi ha tre diversi animali totem, uno dato dalla stagione di nascita (detta Tempo), uno dal momento della nascita (come accade nell’astrologia occidentale con i segni zodiacale), e un altro, l’animale amico, da rintracciare attraverso una tecnica particolare. Entrambi ci dicono chi siamo, quali siano le nostre potenzialità e anche gli ostacoli da superare, e quali i nostri punti di forza (e di debolezza). Cosa ci ricorda questo? Le visualizzazioni, oggi tanto di moda nelle tecniche psicoterapeutiche: ci si identifica, a livello immaginativo, in un animale di cui si vorrebbero avere le caratteristiche, e piano piano si cerca davvero di “sentirsi” come lui, di acquisirne i lati che ci mancano, in una specie di simbiosi atta a risvegliare lati che abbiamo ma che erano rimasti lì, addormentati.

[Leggi l’articolo completo in edicola su Astrella n° 4 – Aprile 2014]

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: