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L’Ultima Cena di Leonardo

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L’Ultima Cena

I segreti esoterici del più famoso affresco di Leonardo da Vinci.

di Claudio Canistrà

A Milano, nella basilica di Santa Maria delle Grazie, è conservato uno dei quadri più famosi al mondo: l’“Ultima Cena” di Leonardo da Vinci. Il dipinto, eseguito dal grande genio toscano dal 1494 al 1498, ritrae Gesù, a tavola, circondato dai dodici apostoli, la sera del Giovedì Santo, quando fu istituita l’Eucarestia. Il grande affresco si basa sulla frase riportata nel Vangelo di San Giovanni, in cui il Cristo annuncia che verrà tradito: “In verità, in verità vi dico, uno di voi mi tradirà” (Gv. XIII, 21): è questo il momento che l’artista ha voluto immortalare, attraverso le espressioni dei volti dei dodici, seduti intorno al grande tavolo. L’opera è di grande impatto emotivo, ma forse pochi sanno che, al di là del significato intimo dell’episodio religioso, Leonardo ci ha voluto trasmettere alcune informazioni astrologiche, in relazione ai dodici apostoli. La loro disposizione intorno alla tavola ricalca l’ordine dei dodici segni lungo il cerchio zodiacale, non solo ma gli apostoli sono stati rappresentati con alcuni dettagli pittorici, che li collegano ai significati ed alla simbologia del segno, che ne identifica la specifica posizione. Questo elemento esoterico, nascosto nel dipinto, non deve stupire, sia perché Leonardo, come quasi tutti gli artisti dell’epoca, conosceva l’astrologia, sia perché molti quadri rinascimentali presentano una doppia lettura e sono stati eseguiti per trasmettere un messaggio astrologico. Vediamone i punti principali.

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Emisfero visibile ed emisfero invisibile

Innanzi tutto, Gesù Cristo si trova seduto al centro della tavola, avendo sei apostoli alla sua destra e sei apostoli alla sua sinistra: i primi sei segni ed i secondi sei segni dello zodiaco. La sua figura divide il quadro in due metà perfette: la parte destra (per chi guarda il dipinto di fronte) è tutta illuminata; identifica l’emisfero che va da Ariete a Vergine, cioè i primi sei segni, che corrispondono al periodo dell’anno, in cui la luce domina sul buio. Invece la parte sinistra è oscura; ed infatti contiene i sei discepoli ovvero i sei segni, da Bilancia a Pesci, collegati al periodo dell’anno, in cui il buio supera la luce.

 

Tre apostoli per ogni stagione

Gli apostoli sono divisi in quattro gruppi di tre, in relazione con le quattro stagioni dell’anno, ognuna formata da tre segni zodiacali. Partendo da destra verso sinistra sempre per chi guarda  (quindi all’estremità sinistra del quadro, corrispondente all’oriente), abbiamo il primo gruppo di apostoli collegati ai segni primaverili di Ariete, Toro e Gemelli; il secondo gruppo è formato dai discepoli in relazione con i segni estivi di Cancro, Leone e Vergine. Poi, incontriamo il Cristo, posto nel punto dell’Equinozio di Autunno, che funziona da spartiacque nel grafico zodiacale tra il giorno e la notte. Alla sua sinistra incontriamo i tre apostoli che corrispondono ai segni autunnali, Bilancia, Scorpione e Sagittario, e poi, dopo un breve spazio, i tre che corrispondono all’inverno, ovvero a Capricorno, Aquario e Pesci. Ma i riferimenti astrologici più interessanti si riscontrano, studiando le caratteristiche pittoriche dei singoli apostoli. Mi limiterò ad alcuni esempi. Il terzo apostolo, sempre guardando il quadro di fronte a partire da destra, è Matteo, l’autore del famoso Vangelo; ed il segno che gli corrisponde è il terzo ovvero i Gemelli, che, per chi conosce l’astrologia, è collegato con lo scrivere, con la mente e con le mani, che servono appunto nella scrittura. E guarda caso, le mani nella figura dell’apostolo sono il particolare che risalta maggiormente. Alla destra del Cristo troviamo Tommaso, che si nota per il dito puntato verso l’alto; corrisponde alla Vergine, segno che precede l’Equinozio autunnale e segno del dubbio, che non crede se non riesce a toccare. E nel Vangelo Tommaso afferma: “Se non metto il mio dito nel posto dei chiodi, non crederò” (Gv. XX, 25). Alla sinistra del Cristo troviamo Giovanni, il discepolo prediletto, la cui posizione corrisponde alla Bilancia, che è il primo segno dopo l’Equinozio di Autunno. Al suo fianco incontriamo Giuda, riconoscibile perché è l’unico di carnagione scura; corrisponde allo Scorpione collegato alla zona del nord Africa, ai simbolismi del tradimento e della fine della vita. Infine, al capotavola sinistro troviamo Bartolomeo, che è l’ultimo, come ultimo è il segno dei Pesci, che gli corrisponde; infatti, nell’affresco Leonardo mette in risalto i piedi, che sono la parte del corpo, in relazione con l’ultimo segno. E così via per tutti gli altri: ognuno risulta collegato ad un determinato segno.

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